Consigli pratici di sicurezza: autostop e rischi reali per ragazze e donne
- Mirko Sanna

- 31 gen
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 19 feb

L’autostop non è mai la scelta migliore. Punto.
Può sembrare romantico, libero e avventuroso, ma la verità è che fare autostop espone a rischi reali, soprattutto per ragazze e donne.
È una pratica che mette una persona in una posizione di vulnerabilità: sei spesso sola, ti affidi a uno sconosciuto e, quando sali in auto, perdi il controllo dell’ambiente, delle distanze e delle vie di fuga.
Detto questo, esistono situazioni in cui una ragazza può trovarsi costretta a farlo: emergenze, telefono scarico, assenza di mezzi, isolamento, rientro tardivo o momenti in cui restare ferma nel luogo in cui ci si trova sembra ancora più rischioso.
Quindi è giusto parlare chiaro: la prima regola è non farlo. Ma se non hai alternative, devi sapere come ridurre il rischio e aumentare la tua sicurezza.
Il mito della libertà (e la realtà che nessuno vuole vedere)
Fare autostop viene spesso raccontato come un’esperienza di libertà: guardare l’orizzonte della strada, lo zaino a terra, il braccio teso, magari un cartello con una destinazione insolita. Sorridere alle auto di passaggio, salutare, sperare che qualcuno si fermi.
Aspettare da sola l’ignoto. Quella sensazione può sembrare enorme, quasi esaltante.
Ma è proprio lì che sta il punto: la libertà non deve trasformarsi in vulnerabilità.
La sicurezza personale non si basa su emozioni o sensazioni, ma su un principio concreto: gestire rischio, posizione e controllo.
Perché l’autostop è pericoloso: il rischio non è “paranoia”
Il problema non è essere diffidenti. Il problema è la realtà.
Quando sali in auto con uno sconosciuto, in automatico:
non sai chi è davvero
non sai se sta mentendo
non sai dove potrebbe portarti
sei in uno spazio chiuso e controllato dall’altra persona
hai vie di fuga più difficili
spesso non ci sono testimoni
spesso nessuno sa con precisione con chi sei
E anche se chi si ferma sembra educato, gentile e “normale”, l’apparenza non è una garanzia.
La verità è semplice: non serve che siano tutti pericolosi. Ne basta uno solo.
Prima dell’autostop: le alternative più sicure (sempre)
Se puoi scegliere, queste opzioni sono sempre preferibili:
chiamare un taxi o un NCC
chiamare un amico o un familiare
entrare in un bar, hotel, farmacia, locale o stazione di servizio e chiedere aiuto
chiedere supporto a una coppia o a una famiglia, non a singoli uomini isolati
chiamare il 112 se ti senti in pericolo o sei in una situazione critica
A volte rimanere ferma in un luogo illuminato e sicuro è più intelligente che mettersi in movimento senza un piano.
Se sei costretta a fare autostop: le regole fondamentali
Qui si entra nel tecnico. Non è paura. È strategia.
1) Non salire perché ti sembra gentile Valuta i fatti, non l’impressione. Se qualcosa non torna, anche solo un dettaglio, ringrazia e non salire.
2) La regola d’oro: prova della targa Se qualcuno si ferma, non salire subito. Fotografa la targa o il viso del conducente, inviala a qualcuno e fallo capire chiaramente mentre lo fai. Questo gesto è una barriera enorme contro chiunque avesse cattive intenzioni.
3) Fai una chiamata prima di salire (reale o finta) Una frase semplice, detta chiaramente, può fare la differenza:“Ciao, sono qui, sto salendo su un’auto, ti mando la posizione.”Serve a far capire che qualcuno sa dove sei, con chi sei e quando.
4) Condividi la posizione in tempo reale Se hai internet e batteria, fallo subito. Non aspettare “dopo”.
5) Scegli dove sederti: mai dietro al conducente Se devi salire, è più sicuro sedersi nel sedile posteriore lato opposto al guidatore. Ti dà più spazio e più margine di uscita.
6) Tieni pronta una scusa per scendere Non devi aspettare che diventi grave. Se vuoi scendere, scendi.
7) Se qualcosa ti suona storto: non aspettare conferme Se il tuo istinto manda segnali strani, non ignorarlo. Scendi e chiedi aiuto. Meglio sembrare esagerata che diventare una vittima.
Cose da non fare assolutamente
non salire se sei sotto effetto di alcol o stanchezza estrema
non dire “sono sola”
non dare l’indirizzo di casa reale
non accettare deviazioni improvvise
non lasciare borsa e zaino lontani da te
Autostop: due situazioni diverse che devi distinguere
Quando si parla di autostop, è fondamentale separare due scenari che sembrano simili, ma in realtà sono completamente diversi.
Autostop come viaggio e avventura (scelta volontaria)
C’è chi sceglie di fare autostop come esperienza di viaggio: zaino in spalla, tempo a disposizione, spirito di adattamento, voglia di avventura. In questo caso l’autostop viene vissuto come una sfida personale e, spesso, come un momento di libertà.
È la scena classica: una strada lunga davanti, lo zaino appoggiato a terra, il braccio teso, magari un cartello con una destinazione. Si aspetta, si osserva, si spera che qualcuno si fermi.
In questo scenario, proprio perché è una scelta volontaria e premeditata, puoi prepararti in modo più lucido e strategico, anche su aspetti che molte persone sottovalutano.
Come vestirsi se l’autostop è premeditato (viaggio e avventura)
Se qualcuno aggredisce, la colpa è sempre di chi aggredisce. Su questo non si discute.
Detto questo, prevenzione significa ridurre rischio. Se stai facendo autostop da sola e l’hai pianificato come parte di un viaggio, è più prudente adottare un’immagine pratica e poco “esposta”, non per colpa tua, ma per strategia.
In questa fase è consigliabile:
abiti comodi e larghi
scarpe stabili
niente gioielli vistosi
look semplice
atteggiamento deciso
Non perché “devi giustificare” qualcuno, ma perché riduci attenzioni indesiderate e comunichi un messaggio chiaro: sei lucida, attenta e difficile da manipolare.
Autostop per necessità improvvisa e irrinunciabile (emergenza)
Poi c’è l’altro scenario, quello più serio e delicato: quando una ragazza è costretta a fare autostop perché non ha alternative.
Può succedere per emergenza, isolamento, assenza totale di mezzi, telefono scarico, rientro tardivo o perché restare ferma dove si trova sembra ancora più rischioso.
In questo caso non è libertà. È una scelta obbligata. E quando una scelta è obbligata, l’obiettivo non è vivere un’esperienza o “vedere cosa succede”, ma tornare a casa senza problemi.
Come vestirsi se l’autostop è un’esigenza improvvisa
Se l’autostop nasce da un’urgenza, è chiaro che non sempre puoi scegliere come sei vestita. Magari sei già in abiti normali, magari sei uscita per altro, magari non hai previsto nulla.
In quel caso non devi colpevolizzarti e non devi farti venire ansia su ciò che indossi: la priorità diventa un’altra.
L’unica cosa importante è compensare con strategie concrete di sicurezza: gestione delle distanze, prova della targa, posizione condivisa, via di fuga immediata e capacità di dire “no” senza esitazioni.
Atteggiamento: non devi sembrare una preda
Sii educata, ma ferma e diretta.
Se iniziano domande invadenti (“sei single?”, “dove dormi?”, “sei da sola?”), non sorridere per imbarazzo e non alimentare la conversazione. Chiudi subito.
Regola fondamentale: la borsa deve stare sempre con te
Non è un dettaglio.
Se l’autista insiste per mettere lo zaino nel bagagliaio o sul sedile posteriore, sii chiara: hai bisogno di tenerlo con te. Questo ti permette di scendere rapidamente e ti protegge da furti o scuse per trattenerti.
Mai autostop di notte
Di notte sei meno visibile, ci sono meno auto e meno possibilità di aiuto.
Se devi fare un viaggio lungo, parti presto e calcola sempre un ampio margine di errore. Evita strade isolate.
Se ti senti in pericolo: cosa fare subito
chiama immediatamente il 112
manda un messaggio con una parola codice
chiedi di fermarsi in un punto con persone
urla e attira attenzione
Meglio sembrare eccessiva che finire in una situazione senza ritorno.
Spray al peperoncino: un aiuto utile, ma solo se lo sai usare
In situazioni di vulnerabilità, come un’autostop forzato o un passaggio con uno sconosciuto, alcune donne scelgono di portare con sé uno spray al peperoncino.
È importante chiarire un concetto: lo spray non è un oggetto “magico” e non sostituisce la prevenzione. Affidarsi solo a quello può portare ad abbassare la soglia di attenzione proprio nel momento in cui servirebbe lucidità.
Detto questo, se è legale e conforme alle normative, può essere un supporto utile per guadagnare tempo e creare distanza nel caso in cui la situazione degeneri.
Per gestirlo nel modo corretto, serve sempre buon senso e preparazione. La priorità resta uscire dalla situazione e chiedere aiuto, non restare “a confrontarsi” con chi rappresenta un rischio.
Vuoi approfondire questo tema? Leggi anche il nostro articolo dedicato allo spray al peperoncino: cosa sapere, quando può essere utile e quali errori evitare.



